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sabato 25 luglio 2020

2 NUOVE ENTRATE

Sono talmente contenta di questi due nuovi acquisti libreschi che ho pensato di parlarne anche qui e non limitarmi solo ad Instragram.





LA VOCE DELLA BRUGHIERA.
VITA E POESIA DI EMILY BRONTE

Dopo tanto cercare e attendere, sono finalmente riuscita a metter le mani su questo fantastico volume pubblicato nel 1998 da Edizioni Scientifiche Italiane.
Circa 750 pagine che ci raccontano non solo la vita della più particolare delle sorelle Bronte, ma anche di tutta la famiglia partendo dalle origini e contornando la narrazione con alcune poesie dell'autrice.
Una volta sfogliato si ha la voglia di leggerlo subito, muniti di matita per sottolineare le cose più importanti.
Molto bella la copertina che rappresenta la brughiera inglese al quale Emily era davvero molto legata e che amava profondamente quasi quanto i suoi animali; e l'idea di scegliere come immagine l'erica in fiore credo non sia un caso visto che tra tutti, certamente quello era il preferito dell introversa scrittrice che amava sentirne il dolce profumo nei mesi estivi. 
Costo del libro decisamente alto però sono sicura ne valga la pena. 




EMILY BRONTE

Ecco la prima biografia scritta su Emily e che dovrebbe esser decisamente fedele visto che la scrittrice, Agnes Mary Robinson contattò Ellen Nussey, una delle migliori amiche di Charlotte, per poter avere più informazioni possibili nell'intento di redimere la figura della scrittrice tralasciata per via dello scandalo seguito alla pubblicazione di Cime Tempestose.
Pubblicata per la prima volta nel 1883, arriva a noi grazie alla traduzione della professoressa Maddalena De Leo, rappresentante italiana della Bronte Society e con il quale ho scambiato qualche mail per poter acquistare direttamente da lei la mia copia. 
A primo impatto sono rimasta molto sorpresa dalla bellezza della copertina e dalla cura dell'intero volume notando anche un gradevolissimo aroma che si sprigiona dalle pagine rendendo la lettura decisamente romantica.
Altra piccola curiosità: la stessa Emily Dickinson lesse questo libro diventando un ammiratrice della protagonista. 


Conoscevate questi due libri?
Fatemi sapere




sabato 28 dicembre 2019

BELLEZZA E TRISTEZZA di KAWABATA YASUNARI

   
  
Oki è uno scrittore affermato di circa 50 anni che si reca a Kyoto di nascosto dalla moglie per ascoltare le campane che suonano nell'ultimo giorno dell'anno.
In verità vuole incontrare Otoko, sua ex amante sedotta ed abbandonata in cinta vent'anni prima quando lei aveva solo 16 anni.
Da questa relazione nasce il romanzo La Sedicenne  che porta Oki ad affermarsi come romanziere ma che quasi distrugge la propria famiglia.
Otoko, rimasta sola dopo la tragedia, decide di diventare una pittrice e casualmente incontra Keiko che prende sotto la propria ala facendola diventare sua allieva ma anche amante.
Alla scoperta da parte di quest'ultima della sofferenza provata da Otoko per la storia passata ed in preda ad una folle gelosia, decide di vendicarla in modo crudele attaccando l'unica figura pura ed innocente che con i vecchi rancori non ha mai avuto a che fare. 







"ma quando Otoko le fece notare le gocce di pioggia ferme sulle punte degli aghi dei pini lungo il viale del giardino, l'immagine rimase incisa nella memoria di Keiko. Ciascuno degli aghi portava una goccia sulla punta, e l'effetto era come di una improvvisa fioritura di fiori di rugiada sugli aghi, paragonabili questi a esili steli che sorreggono i fiori" 


Premio Nobel nel 1968, Kawabata con questo romanzo ha sicuramente saputo osare in maniera impeccabile.
Le sofferenze ne sono la base al quale ha voluto regalare uno sfondo che crea contrasto con i temi trattati.
Come la maggior parte degli autori asiatici ha voluto miscelare la drammaticità con descrizioni di ambienti, paesaggi o attimi che donano respiro al lettore quasi volesse dare il tempo di elaborare parti più salienti.
La natura diventa un altro personaggio fondamentale creato per enfatizzare e rendere più tragiche le vicende.
La trama è pregna di tristezza e la bellezza viene rappresentata dai templi, i colori, gli ambienti e gli elementi del paesaggio.
Lo stile dell'autore è poetico e sono rammaricata nel non aver potuto sottolineare le parti più importanti perchè il libro è stato recuperato in biblioteca.
Se avete letto qualcosa di suo vi prego di consigliarmi qualche titolo.

Per ora è tutto
Vi saluto 




mercoledì 21 agosto 2019

VILLETTE di CHARLOTTE BRONTE


E' l'ulimo romanzo scritto da Charlotte prima di morire appena sposata ed in attesa di otto mesi del suo primo figlio (a quanto pare una bimba).
Ma soprattutto è il primo ed unico romanzo scritto dopo la morte dei suoi amatissimi ed indispensabili fratelli che perirono tutti nel giro di pochi mesi l'uno dall'altro...
Di quali fratelli stiamo parlando?

Risultati immagini per charlotte bronte

Ovviamente di Patrick Branwell, lasciatosi trascinare da una vita dissoluta e morto per il troppo bere;
Emily, il genio che scrisse Cime Tempestose, che durante il funerale del fratello prendendo freddo si ammalò senza volersi curare e perì solo 3 mesi dopo di lui;
Anne, l'autrice di Agnes Grey che tossì con cautela per non creare disturbo al punto da non far riconoscere la gravità della propria malattia e morire 4 giorni dopo esser stata portata in località marittima convinti potesse trarne giovamento.

Risultati immagini per Charlotte Bronte

E queste morti non verranno mai nominate in maniera esplicita nel romanzo, ma ci sono sotto forma di velati fantasmi che inseguono il lettore pagina per pagina per far semplicemente sentire la loro presenza.

Charlotte conosce molto bene il vuoto incolmabile lasciato da chi non c è più e lo rielabora creando un personaggio al quale dona un nome che sia appropriato al sentimento dell'autrice mentre scrive e crea la storia... Lucie Snow.
Snow, neve, non sta per freddo, ma per quiete, per senso di calma, la tipica calma dell'inverno, che non uccide la natura ricoperta dalla gelida neve ma che la protegge preservando tutti i suoi profumi al di sotto del manto.

"Ma io adoravo la tranquillità e ricercavo così poco qualsiasi novità eccitante che, quando più tardi una novità sopraggiunse, quasi la considerai un fastidio e desiderai piuttosto che fosse rimasta lontano"


Risultati immagini per villette charlotte bronte

Infatti Lucie potrebbe apparire fredda ma al suo interno ha il fuoco delle emozioni che stenta ad esporre, che sopprime e che in alcuni momenti bussano alla porta della sua mente per ricordarle che è viva ed umana.

"Non c è niente di più utile che considerare con moderazione tutto cià che fai; prmette alla mente e al corpo di restare tranquilli, laddove idee troppo grandiose non fanno altro che precipitare entrambi nella febbre."

Penserà e sarà convinta di essere innamorata del figlio della sua benefattrice, della sua madrina, che l'accoglie in casa come una figlia.
Innamorata di un giovane dottore troppo preso da se stesso per poterle rivolgere uno sguardo e troppo preso dal culto del bello per poterla trovare degna della sua attenzione; 
Lucie non è bella... Proprio come Jane Eyre, è una ragazza semplice, normale.
Niente splendide guance rosate , bocca carnosa e capelli lucenti sulle spalle.

" Le persone sagge dicono che è da folli pensare che qualcuno sia perfetto; e che, per quanto riguarda simpatie e avversioni, bisognerebbe essere amichevoli con tutti e non adorare nessuno."

Risultati immagini per villette charlotte bronte

Charlotte non ama creare personaggi che facciano sognare con la loro bellezza, ma che diano emozioni con la loro essenza. E credo che questo sia uno di punti fondamentali della sua scrittura... narrare il normale.

"Senza possedere bellezza di tratti o eleganza di figura, piaceva. Pu senza gioventù o la graziosa allegria della gioventù, allietava. Non ci si stancava mai di guardarla: non era mai monotona, insipida, scolorita o banale."

Arriva al lettore proprio perchè tutte noi ci siamo sentite più di una volta Lucie Snow o Jane Eyre.
Ed anche quando Lucie inizia ad accorgersi della presenza non solo fisica ma mentale del professor Emanuel, ci sentiamo un po come lei... attratte da ciò che rappresenta il normale.

" Una volta, non conoscendolo e non amandolo, lo avevo considerato duro e strano, la sua bassa statura, la magra figura spigolosa, il colorito scuro, le maniere, tutto mi dispiaceva in lui. Ora, penetrata dal suo influsso e vievendo per il suo affetto, intuendo con l'intelletto il suo valore e col cuore la sua bontà, lo preferivo all'umanità intera."

Ma questo non è un romanzo dal lieto fine. Il padre di Charlotte la pregò di chiudere la storia in bellezza ma lei non si sentì di farlo, vista la tragedia di tristezza e morte che colpì i suoi fratelli.

Un romanzo molto più profondo di Jane Eyre.
Non ci sono azioni, ci sono sentimenti che descrivono le azioni e ti senti analizzato come da una seduta psichiatrica.

Come sempre i dialoghi sono eccellenti ed è incredibile come si riesca a detestare personaggi miti ed amare quelli tempestosi.
E sarà proprio una tempesta a chiudere il cerchio della storia.
Una tempesta descritta per farci provare il terrore nell'animo ed il tumulto della morte.
La stessa morte che ha segnato la vita dell'autrice verrà riportata in questo romanzo perchè deve essere così... non è un qualcosa che possa essere tralasciato... non dopo aver seppellito 5 fratelli ed una madre.

Anche in Villette il gotico compare sotto forma di presenza spettrale in soffitta. Gli occhi di una monaca relegata nel buio del sottotetto accompagneranno la storia sino al termine.
Il mistero, i fantasmi e le immense abitazioni vittoriane seguono di pari passo la narrazione dando quel tocco di inquietante caratteristico dell'epoca.

"Io, Lucie Snow, riconosco di esser priva di quell'immaginazione eccitata e impressionabile; ma ogni volta che, aprendo la porta di una stanza, la trovavo da sola, seduta in un angolo, la testa china tra le mani minuscole, la camera non mi sembrava abitata da un essere umano, ma piuttosto infestata da un fantasma."

L'ho amato più di Jane Eyre, mi è entrato nel cuore dalla prima pagina e l' ho letto con tutta l attenzione e la devozione che merita.

Spero come sempre di avervi incuriositi e spronati alla lettura e qualora lo leggiate, che possa darvi conforto come lo ha dato a me.

Con affetto


venerdì 2 agosto 2019

ECCO PERCHE'

Ma quanto è difficile stare dietro ad un blog?!
Quando iniziai non feci i conti con gli impegni della giornata che regalano poco tempo per occuparti del milione di cose che vorresti fare e che puntualmente riesci ad ultimare solo per 10%.
Nel mio caso queste milioni di cose si chiamano marito poco presente e bimbi piccoli.


Ed effettivamente avrei anche la possibilità qualche volta di stare al pc ed occuparmi di questo piccolo spazio di assoluto cazzeggio, ma la scelta tra stare qui e sul divano a leggere non ha competizione.
Come tutti i lettura-dipendenti appena mi rimane un secondo libero cerco l'attimo di silenzio per immergermi in favole da immagazzinare nella mia mente ma soprattutto nel mio cuore; ed in quest ultimo periodo devo dire d'aver azzeccato il mix perfetto tra sogno e realtà scoprendo mondi a me congeniali che mi regalano tante soddisfazioni.


Volete un esempio?
Beh, il mondo di Grazia Deledda è uno di questi.
Ho intenzione appena possibile di fare uno SPECIALE GRAZIA per riuscire finalmente a parlarvi di lei, della sua vita, delle suo opere e della sua Barbagia.
Ma sapevate che Canne al vento viene considerato uno dei pochissimi romanzi gotici scritti in Italia?!
La mia Grazia è riuscita a fare anche questo... 



E rimanendo in tema di romanzi gotici vorrei anche parlavi di Charlotte Bronte e della sua ossessione per le soffitte; sto leggendo infatti Villette che come Jane Eyre ospita un segreto nascosto in una vecchia ed umida soffitta... a quanto pare si tratta del fantasma di una monaca, ma ancora non voglio svelarvi troppo perchè io stessa devo imbattermi nella soluzione del mistero.
Quindi, sono convinta, sicura che prima o poi riuscirò ad ammorbarvi con le mie amate letture e spero tanto di trovarvi qui a darmi le vostre opinioni.

Con affetto



sabato 5 gennaio 2019

LEVIATANO di Philip Hoare

Se Melville avesse potuto leggere questo saggio, si sarebbe congratulato con l'autore, prima di tutto per averlo fatto rivivere all'interno delle pagine e poi per le minuziose spiegazioni fornite da far impallidire National Geographic.

Credo di non aver mai letto finora delle argomentazioni così dettagliate  al limite della perfezione e credo che il termine giusto per descrivere il rapporto di Hoare con i cetacei sia... ossessivo.

Anche io sono finita a leggere il suo libro per colpa della mia fobia  verso questi enormi mammiferi, del quale ho abbondantemente parlato in un precedente post. Devo dire che in questo caso è valso il detto che vuole che i libri cambino la vita... mi ha aperto un nuovo mondo.


Sono riuscita prima di tutto a comprendere di non essere l'unica intimorita e nello stesso tempo affascinata dalle balene; Hoare ha ammesso anche per se stesso di provare questo strano contrasto.


Sono animali che seducono con la loro mole e sbalordiscono con le loro misure: la balenottera, ad esempio, ha il cervello più grosso del mondo, un cuore che batte 10 volte in un minuto ed una fisiologia adatta alla vita marina, tanto che non ha bisogno di bere acqua dolce.


La corona britannica era consacrata con l'olio di balena; Elisabetta I ne teneva custodito con gelosia un dente come porta fortuna e Jacqueline Kennedy ne regalò uno a suo marito che però mise all'interno della tomba dello stesso come gesto d'affetto e dal valore simbolico, che rimandava ai re medievali sepolti con i simboli del potere.

Tutte queste nozioni sono accompagnate da foto di un certo fascino e che cercano di colmare la curiosità del lettore in modo visivo.




Ogni capitolo affronta un preciso argomento e si apre con stralci di testo presi da romanzi molto conosciuti o scritti vari che ovviamente hanno come argomento il mondo marino.
E' infatti incredibile come sia bravo Hoare a farci notare come il mare e le sue creature ci circondino nella vita quotidiana e nella letteratura, facendo un piccolo elenco di esempi dove le balene fanno il loro ingresso e la loro parte nelle storie che abbiamo raccontato tantissime volte o che almeno del quale abbiamo sentito parlare come Pinocchio e Geppetto che finiscono inghiottiti da un maestoso capodoglio.




Ma è mai successo realmente che un uomo venisse inghiottito da uno di questi animali?
La grandezza, effettivamente, lo farebbe presupporre ma l'animo è buono e docile e raramente attaccano l'uomo se non per legittima difesa.
E da qui l'autore coglie l'occasione per fare una denuncia verso chi sta cercando di sterminarle fino all'estinzione.
Qualche caso particolare però c è stato ma non vi svelo come nella speranza possiate scoprirlo da soli leggendo questo magnifico libro.
D'altronde se l'autore con questo saggio ha vinto il Samuel Johnson Prize per la non-fiction un motivo ci sarà.



Philip Hoare è nato nel 1958 a Southampton, Inghilterra. Ha scritto diversi libri fra cui Spike Island, The Memory of a Military Hospital, lodato da Sebald per l'acutezza dello sguardo e la particolare sensibilità con cui racconta storie e luoghi. Leviatano ha vinto il Samuel Johnson Prize per la non-fiction. L'autore collabora con la BBC per cui ha scritto, e presentato, due programmi televisivi sulle balene e diretto tre film documentari.

Con questa piccola biografia vi saluto e ci leggiamo presto.


martedì 18 dicembre 2018

ABBIAMO SEMPRE VISSUTO NEL CASTELLO di SHIRLEY JACKSON

Provo una stranissima emozione nel sedermi nuovamente davanti alla pagina Blogger per scrivere un mio parere su una lettura appena conclusa.
Ma non avrei mai potuto riassumere le sensazioni provate in due parole stringate come solitamente faccio su Instagram (smeraldo60)
Quindi eccomi qui a consigliarvi vivamente quello che è stato il mio primo approccio con la Jackson.
Si, perchè se non si è capito, questo libro mi è piaciuto TANTISSIMO


Sono riuscita a recuperarlo tramite la biblioteca della mia città ed iniziarlo e finirlo subito.

La diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella la loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, proprio lì in sala da pranzo.
E quando in tanta armonia irrompe l'Estraneo (nella persona del cugino Charles), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante, che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia.

Ed è proprio questo miscuglio di mistero, superstizione, solitudine e follia che attira il lettore nella trama come una mosca in una ragnatela e lo intrappola fino alla fine della storia senza dare il tempo di prendere un profondo respiro.
E' vero, nell'ultima parte il ritmo cala leggermente con digressioni futili, ma ormai ci si è dentro fino al collo e l'ansia che aleggia durante tutta la narrazione ce la si porta appresso fino al punto finale.

Prima di tutto c è da capire chi ha avuto l'audacia di sterminare un intera famiglia con dell'arsenico nello zucchero e soprattutto perchè e come abbia fatto a risparmiare una delle due sorelle... si, solo una delle due sorelle, perchè lo zio è vivo per miracolo.

Ci sono però due cose che mi hanno particolarmente colpita;
la prima è che sento viva la presenza della casa. Siamo abituati ad affezionarci ai personaggi e poco a ciò che li circonda, ma in questo caso l'ambiente della casa si fa sentire con la sua presenza costante ed imponente, tra i suoi saloni, le camere e la cucina. (Questo aspetto mi ha ricordato tantissimo un altro romanzo, L'ospite, di Sarah Waters).
 Non so perchè ma mentre leggevo mi immaginavo il tutto come fosse successo nel periodo vittoriano e non è così. 
Però non riuscivo a non immaginare le protagoniste con abiti lunghi fino ai piedi e soffitti della casa decorati che sanno di spazio.

La seconda percezione che ho avuto riguarda la totale misantropia delle protagoniste al quale però non riesco a darne una condanna. Conosco personalmente individui che si sono chiusi nel proprio mondo dopo diverse difficoltà nell'integrarsi con i propri simili e vivono una vita per loro serena. Mantengono pochissimi rapporti interpersonali e conversano con estranei solo quando vanno a fare la spesa, tenendo in modo accurato una routine giornaliera al limite della pignoleria (cosa che fanno i protagonisti)
Quindi ho recepito in modo particolare la descrizione delle due sorelle che la Jackson ha voluto sottolineare, perchè la scrittrice punta tantissimo sulla difficoltà di interazione, sulle cause e sulle conseguenze che la stessa comporta nella vita di tutti i giorni.
Quindi a molti di voi potrebbero sembrare dei comportamenti eccessivi, mentre a me sembra un qualcosa di quasi normale.

Non si può non notare una nota autobiografica; infatti non dimentichiamo che per colpa del proprio aspetto poco piacente, Shirley (che la madre definiva come "aborto mancato"), ha condotto una vita molto isolata e caratterizzata da diversi problemi come agorafobia o dipendenza da farmaci ed alcol.


Sinceramente non ho ben inquadrato se si tratti di un romanzo, o un romanzo gotico, o un mistery...
non ho visualizzato un elemento in particolare di orrore, ma per tutta la lettura ho sentito una sensazione di piacevole disagio che so che a molti di voi potrebbe piacere.
Quindi vi consiglio di recuperarlo, magari anche come ho fatto io tramite la biblioteca (ragazzi, sosteniamo le biblioteche) e se ne avete voglia di farmi sapere un vostro parere.

Per il momento e tutto e ci leggiamo alla prossima 





martedì 5 giugno 2018

L'ETERNA CONTRADDIZIONE

Sembra proprio strano abbandonare momentaneamente instagram (smeraldo60) e tornare invece sul blog che ho sempre reputato più impegnativo e meno immediato, ma sono fatta così, vivo in eterna contraddizione ed in eterne indecisioni e chi se ne frega perchè almeno mi do sempre nuove possibilità ;)
La mia assenza da IG è stata ampiamente meditata un po perchè è tanto tempo che la mia pagina è attiva, un po perchè adoro guardare le foto degli altri e replicare ed un po perchè ho conosciuto tante persone veramente deliziose che non ho intenzione di abbandonare; proprio per questo la situazione si potrebbe considerare momentanea anche se la fine è da destinarsi a data ancora non prevista.
Nel mentre ho notato che alcuni seguaci stanno abbandonando il campo e credo proprio che una scrematura sia necessaria per quegli iscritti "fantasma" che considero assolutamente inutili; mi è stato anche consigliato di creare un profilo privato in modo da avere la possibilità di effettuare una cernita, a questo punto necessaria e devo dire che ci sto riflettendo per un mio futuro ritorno.
In tutto ciò tra l'altro sto beneficiando di un attimo di libertà... quale libertà?
QUELLA DI LEGGERE CIO' CHE MI PARE E NEI TEMPI CHE PIU' DESIDERO.
In alcuni periodi del mio viaggio su questo social mi sono ritrovata a voler affrontare letture solo perchè particolarmente di moda, o perchè consigliate in modo specifico o ancora perchè inviatemi da autori vari e di voler fare tutto ciò in tempi abbastanza veloci per poter dare un mio parere il prima possibile ed effettivamente non godendo appieno la lettura.
Ora, dopo che avrò finito di leggere LIMONOV di EMMANUEL CARRERE (che, giusto per rendervi partecipi, mi sta piacendo tantissimo), ho intenzione di catapultarmi anima e cuore nei miei amatissimi libri storici del quale ho un'intera collezione che aspetta d' esser letta.
So che si tratta di letture abbastanza di nicchia che non tutti amano, ma io ne vado pazza e non ho più intenzione di procrastinare questa mia passione; quindi ho già pronto sul mio comodino SHIRLEY di CHARLOTTE BRONTE


Altra mia piccola decisione improvvisa e questa al contrario dell'altra duratura, è quella di non acquistare più libri che non facciano parte del genere storico; infatti, ho iniziato nuovamente a frequentare la biblioteca comunale per recuperare tutti i libri di altri generi e proprio la scorsa settimana ho scelto:




Il primo l'ho già letto e trovato abbastanza disturbante; non posso dire di averlo amato particolarmente ma soprattutto perchè di Roth lessi già LO SCRITTORE FANTASMA che mi piacque tantissimo ed è inevitabile fare il paragone.
In ogni caso si tratta di una lettura veloce perchè non conta molte pagine che potrebbe aggiungere e non togliere nulla agli amanti dell'autore.



Per il momento credo di avervi detto tutto ciò del quale avevo desiderio parlare quindi non vi do appuntamenti, non vi rimando a nulla e vi auguro un buon proseguimento.